Alta Via dei Parchi: gli ultimi 100 km

La scoperta dell’Alta Via dei Parchi

Quando ad agosto Serena mi propose di avventurarci lungo l’Alta Via dei Parchi non ne sapevo molto e non conoscevo qualcuno che l’avesse percorsa. Quando vidi le tappe però mi convinsi subito! Si trattava in effetti del primo cammino con il quale sarei potuta tornare zaino in spalla proprio davanti l’uscio di casa, sul Monte Carpegna all’interno del Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello.

Sulla mia scrivania, già occupata da una cartina dell’Abruzzo e una della costa est della Sicilia, cammini che avrei intrapreso nei mesi successivi, iniziarono ad apparire a fine agosto anche i primi appunti sull’Alta Via dei Parchi.

L’Appennino racchiude un grande patrimonio naturale e paesaggistico, ricco di testimonianze storiche, pievi, borghi, eremi, monasteri e santuari. E l’Alta Via dei Parchi consente la scoperta, passo dopo passo, di questo tesoro in gran parte ancora poco conosciuto.

Il percorso, che prende avvio da Berceto vicino al Passo della Cisa e termina sul Monte Carpegna, coprendo complessivamente 500km, è connesso ad altri cammini. Sulla Via Francigena, il Cammino di Francesco e la Via Romea Peregrinorum non è quindi raro trovare sul proprio sentiero altri camminatori.

Preparazione al cammino

Nella nostra esperienza abbiamo incontrato solo pellegrini su altre vie. Questo dimostra quanto poco sia valorizzato e conosciuto questo straordinario percorso. Tuttavia ciò dipende anche dalla mancanza di informazioni aggiornate, per le quali sarebbe necessario un maggior interesse da parte degli enti dei luoghi-tappa.

Se non ci fosse stata Serena con le tracce gps questa volta il mio affidarmi a cartine e segnaletica non sarebbe certo bastato! Sicuramente è un percorso che non si adatta all’improvvisazione e richiede una discreta preparazione fisica e buon allenamento più per le altezze che per le distanze. Ma chi cammina sa bene che la difficoltà non si misura tanto in km quanto in dislivello. L’Alta Via dei Parchi, portando alla scoperta del territorio attraverso le sue vette, fonda la sua esistenza sul dislivello.

Infine anche la scelta di farlo in tenda, pur avendo dormito per esempio nel Santuario a La Verna, si è dimostrata vincente. Ci è capitato infatti che tutte le strutture segnate nella guida fossero chiuse (senza che le informazioni fossero state aggiornate appunto) o piene. La tenda rappresenta sempre una certezza per un camminatore, la casa-zaino sulle proprie spalle può evitare che gli imprevisti sugli alloggi facciano interrompere il cammino.

Insomma è un cammino che va studiato ed è sicuramente più adatto ad escursionisti con esperienza. Ma ciò non significa che non si possa provare una tappa alla volta e viverlo come una camminata invece che come cammino!

Le aree naturalistiche degli ultimi 100 km dell’AVP

Negli ultimi 100 km dell’Alta Via dei Parchi, partendo da Camaldoli, ci si immerge nel Parco Nazionale delle Foreste casentinesi, con un interrotto mantello di foreste, e nel Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, che tutela ambienti naturali di pregio fra i quali spicca una delle cerrete più grandi d’Europa.

Fra sentieri sterrati, mulattiere e percorsi all’interno del bosco si toccano vette tra cui il Passo dei Mandrioli, il Monte Penna (da cui si arriva al Santuario de La Verna) e il Monte Fumaiolo; si attraversano le Foreste Sacre con colori fiabeschi e completamente ombreggiate, un vero sollievo nella giornate di calura estiva. Una volta raggiunta la Torre di Bascio, dove si trova uno dei luoghi dell’anima, si prova un’immensa emozione: i due Sassi proprio davanti al camminatore.

Varcando l’ingresso del Montefeltro, con i massi calcarei del Sasso Simone e Simoncello in vista, si estendono boschi, prati e ambienti rurali punteggiati da castelli, rocche e borghi storici.

Al centro del Parco, tra le valli Marecchia, Conca e Foglia, si alza il profilo arrotondato del Monte Carpegna, un tempo rivestito dai boschi di faggio e oggi da prati sommitali che in primavera si colorano delle fiorituri di orchidee, molte delle quali rare. Dell’antica foresta resta una preziosa testimonianza nella Faggeta di Pianacquadio, con esemplari plurisecolari.

Dal Sasso Simone e Simoncello si prosegue sul sentiero 118 che conduce al Passo Cantoniera a Carpegna; da lì si imbocca il sentiero 103 che conduce al pianoro sommitale del Monte Carpegna da cui si potrà scendere all’Eremo della Madonna del Faggio, presso Montecopiolo, dove termina l’Alta Via dei Parchi.

Allungare il percorso alla scoperta del Monte Carpegna

Dall’Eremo ci sono due possibilità: salire al vicino e inconfondibile Passo del Trabocchino e da qui prendere il ripido sentiero 101 che, attraverso il Cippo, conduce a Carpegna oppure seguire il sentiero 106 per raggiungere l’antico borgo le Ville.

Riflessioni

Camminando lungo l’Alta Via dei Parchi non è difficile imbattersi in intere zone in cui la natura, attraverso vegetazione e frane, ha sommerso resti di case, anche in luoghi davvero remoti. Ad oggi sono chiari i segni di un esodo che, resosi definitivo, pose fine allo stretto rapporto intessuto per secoli fra uomo e montagna. Il cambiamento dell’assetto demografico ed abitativo di queste zone contribuisce, oltre alle distanze geografiche, alla difficoltà di dare un senso unitario ad un cammino così lungo e vario.

Credo che se le associazioni, gli enti e gli abitanti iniziassero a percorrere l’Alta Via dei Parchi, anche le sole tappe presenti nel loro territorio, la motivazione di far crescere questo cammino si troverebbe. Dobbiamo innamorarci noi delle nostre terre prima di poterle far conoscere agli altri. Farle conoscere con la spinta giusta creando uno sviluppo turistico non frenetico che valorizzi i luoghi, i paesaggi, le attività e i prodotti locali.

Francesca M.

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